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TCL svela BlackBerry KEYone

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TCL svela BlackBerry KEYone






Torna la tastiera fisica che in tanti stavano aspettando

Barcellona – Quello appena presentato da TCL e BlackBerry in queste ore potrebbe essere uno dei dispositivi più interessanti di questo Mobile World Congress che ancora deve iniziare. Anticipato da mesi sotto il nome in codice Mercury, si chiama in realtà BlackBerry KEYone e come previsto segna il ritorno della tastiera fisica sugli smartphone col marchio canadese. Del telefono in sé non era rimasto molto da sapere. Il look ad esempio era già stato svelato – oltre che dalle solite immagini non ufficiali trapelate in Rete nel corso dei mesi – anche dalla stessa TCL, che si è portata lo smartphone al CES di Las Vegas questo gennaio per mostrarlo in anteprima. Dotato di scocca in alluminio, vetro protettivo in Gorilla Glass 4 e cover posteriore leggermente gommata per una presa migliore, KEYone in realtà punta tutto su un display Full HD (1620×1080 pixel la risoluzone) da 4,5 pollici con un rapporto di forma di 4:3. È leggermente meno oblungo rispetto a quello degli avversari per fare spazio, alla base, alla tastiera fisica di tipo QWERTY – il vero motivo per cui i fan del marchio canadese aspettavano questo telefono.




L’attesa da questo punto di vista è ben riposta: abbiamo diteggiato sui tastini dello smartphone quanto basta per capire che la sensazione di utilizzare uno dei vecchi, gloriosi BlackBerry qui è replicata alla perfezione. La curva di apprendimento per arrivare a scrivere con destrezza è minima e i tasti restituiscono un feedback preciso e soddisfacente, che rende in grado di riconoscere i tasti sfruttando la sola memoria muscolare e di scrivere tenendo d’occhio solo lo schermo.


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Torna la tastiera fisica che in tanti stavano aspettando

Barcellona – Quello appena presentato da TCL e BlackBerry in queste ore potrebbe essere uno dei dispositivi più interessanti di questo Mobile World Congress che ancora deve iniziare. Anticipato da mesi sotto il nome in codice Mercury, si chiama in realtà BlackBerry KEYone e come previsto segna il ritorno della tastiera fisica sugli smartphone col marchio canadese. Del telefono in sé non era rimasto molto da sapere. Il look ad esempio era già stato svelato – oltre che dalle solite immagini non ufficiali trapelate in Rete nel corso dei mesi – anche dalla stessa TCL, che si è portata lo smartphone al CES di Las Vegas questo gennaio per mostrarlo in anteprima. Dotato di scocca in alluminio, vetro protettivo in Gorilla Glass 4 e cover posteriore leggermente gommata per una presa migliore, KEYone in realtà punta tutto su un display Full HD (1620×1080 pixel la risoluzone) da 4,5 pollici con un rapporto di forma di 4:3. È leggermente meno oblungo rispetto a quello degli avversari per fare spazio, alla base, alla tastiera fisica di tipo QWERTY – il vero motivo per cui i fan del marchio canadese aspettavano questo telefono.

(Foto: TCL)
(Foto: TCL)
L’attesa da questo punto di vista è ben riposta: abbiamo diteggiato sui tastini dello smartphone quanto basta per capire che la sensazione di utilizzare uno dei vecchi, gloriosi BlackBerry qui è replicata alla perfezione. La curva di apprendimento per arrivare a scrivere con destrezza è minima e i tasti restituiscono un feedback preciso e soddisfacente, che rende in grado di riconoscere i tasti sfruttando la sola memoria muscolare e di scrivere tenendo d’occhio solo lo schermo.
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Quest’ultimo poi resta completamente sgombro dai tasti virtuali; il risultato è che lo spazio utile per i documenti e le email è maggiore di quanto non lo sia su un comune Android con la tastiera virtuale completamente dispiegata ad occupare due terzi del display, il tutto in un telefono solo leggermente più lungo (14,9 centimetri).



La tastiera di KEYone però non è la stessa trovata sui precedenti modelli di BlackBerry, ma una versione più intelligente. Intanto riconosce le gesture per scrivere e cancellare anche tramite swipe e fa da trackpad per la navigazione all’interno del sistema operativo. Inoltre ognuno dei tasti, tramite la pressione prolungata, diventa una scorciatoia personalizzabile per il lancio di app. F diventa Facebook, U diventa Uber… Raggiungere le app più usate e le funzioni più sepolte nel telefono in questo modo salva diversi minuti ogni giorno.




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Torna la tastiera fisica che in tanti stavano aspettando

Barcellona – Quello appena presentato da TCL e BlackBerry in queste ore potrebbe essere uno dei dispositivi più interessanti di questo Mobile World Congress che ancora deve iniziare. Anticipato da mesi sotto il nome in codice Mercury, si chiama in realtà BlackBerry KEYone e come previsto segna il ritorno della tastiera fisica sugli smartphone col marchio canadese. Del telefono in sé non era rimasto molto da sapere. Il look ad esempio era già stato svelato – oltre che dalle solite immagini non ufficiali trapelate in Rete nel corso dei mesi – anche dalla stessa TCL, che si è portata lo smartphone al CES di Las Vegas questo gennaio per mostrarlo in anteprima. Dotato di scocca in alluminio, vetro protettivo in Gorilla Glass 4 e cover posteriore leggermente gommata per una presa migliore, KEYone in realtà punta tutto su un display Full HD (1620×1080 pixel la risoluzone) da 4,5 pollici con un rapporto di forma di 4:3. È leggermente meno oblungo rispetto a quello degli avversari per fare spazio, alla base, alla tastiera fisica di tipo QWERTY – il vero motivo per cui i fan del marchio canadese aspettavano questo telefono.

(Foto: TCL)
(Foto: TCL)
L’attesa da questo punto di vista è ben riposta: abbiamo diteggiato sui tastini dello smartphone quanto basta per capire che la sensazione di utilizzare uno dei vecchi, gloriosi BlackBerry qui è replicata alla perfezione. La curva di apprendimento per arrivare a scrivere con destrezza è minima e i tasti restituiscono un feedback preciso e soddisfacente, che rende in grado di riconoscere i tasti sfruttando la sola memoria muscolare e di scrivere tenendo d’occhio solo lo schermo.
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Quest’ultimo poi resta completamente sgombro dai tasti virtuali; il risultato è che lo spazio utile per i documenti e le email è maggiore di quanto non lo sia su un comune Android con la tastiera virtuale completamente dispiegata ad occupare due terzi del display, il tutto in un telefono solo leggermente più lungo (14,9 centimetri).
(Foto: Lorenzo Longhitano)
(Foto: Lorenzo Longhitano)
La tastiera di KEYone però non è la stessa trovata sui precedenti modelli di BlackBerry, ma una versione più intelligente. Intanto riconosce le gesture per scrivere e cancellare anche tramite swipe e fa da trackpad per la navigazione all’interno del sistema operativo. Inoltre ognuno dei tasti, tramite la pressione prolungata, diventa una scorciatoia personalizzabile per il lancio di app. F diventa Facebook, U diventa Uber… Raggiungere le app più usate e le funzioni più sepolte nel telefono in questo modo salva diversi minuti ogni giorno.
(Foto: Lorenzo Longhitano)
(Foto: Lorenzo Longhitano)
KEYone resta un dispositivo dedicato a chi con lo smartphone ci scrive, e il nome in codice Mercury, scelto in fase di sviluppo in omaggio al dio greco è riferito più alla sua mansione di messaggero che di velocista: a bordo dello smartphone infatti si trova un processore Snapdragon 625 che dal punto di vista delle prestazioni posiziona il gadget un bel gradino sotto i dispositivi di fascia alta che alcuni degli altri produttori presenteranno in queste ore. Accompagnato da 3 GB di RAM, il SoC Qualcomm sembra fare comunque un lavoro egregio nel gestire le operazioni più comuni, anche quando in sottofondo ne sono nascoste diverse: chi non ha in programma di fare video editing ad altissima definizione o di prendersi pause dal lavoro giocando ad Asphalt potrebbe trovare in KEYone un alleato prezioso.



Merito anche del sistema operativo. La versione di Android a bordo infatti è ottimizzata, leggera e costantemente (ogni mese) al passo con gli ultimi aggiornamenti in arrivo da Google: un vero esempio per tutti i produttori che ancora si ostinano a sfregiare il robottino verde con tinteggiature bizzarre e tonnellate di app inutili, sfornando i loro update con mesi di ritardo. Quelle offerte da BlackBerry (sì, il software lo sviluppa ancora il gruppo canadese) sono l’ottimo centro per la messaggistica BlackBerry Hub e la suite di funzioni per la sicurezza DTEK che farannno la felicità di chi si è affidato per anni ai servizi della società.

Le caratteristiche secondarie di KEYone infine lo rendono anche un buon dispositivo a tutto tondo. La fotocamera da 12 Mpixel è basata su un obbiettivo f/2.0 con/senza stabilizzazione ottica, e nella nostra breve prova si è comportata bene: non al livello dei migliori smartphone sulla piazza, ma comunque in grado di registrare clip in Full HD di buona qualità audio e video e di scattare immagini ben definite anche in condizioni di luce scarsa; l’espansione di memoria tramite schede microSD permette poi di importare ed esportare documenti e dati in tutta comodità; la batteria da 3505 mAh farà arrivare tranquillamente fino a sera anche il più compulsivo degli scrittori 2.0; il lettore di impronte digitali infine è integrato nella tastiera e non occupa ulteriore spazio sulla scocca del gadget.

Ottima qualità costruttiva, prestazioni più che accettabili, un comparto tecnico completo e l’ottima soluzione escogitata per la tastiera rendono KEYone uno degli smartphone più promettenti di questo periodo, a dimostrazione del fatto che non sono solo la velocità del processore, la risoluzione del display e la qualità della fotocamera a fare di uno smartphone un oggetto di valore. Il prezzo è l’unica incognita che potrebbe infilarsi tra KEYone e il suo successo: sarà di 599 euro, significativamente inferiore a quello dei prodotti contro i quali si propone, ma ugualmente elevato per chiunque sia semplicemente incuriosito dalle sue caratteristiche oggettivamente interessanti. Arriverà sugli scaffali italiani ad aprile.

crediti: Lorenzo Longhitano
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